Gialli nordici

La stagione del fuoco di Samuel Bjork

Alcuni inspiegabili delitti stanno sconvolgendo la città e Holger Munch sa che solo Mia Kruger può aiutarlo a districare il bandolo della matassa. Appena ristabilitasi dopo un periodo di riabilitazione, Mia torna quindi a far parte della squadra speciale di Oslo ma il compito che l’aspetta non è per niente facile. Non esiste nessun collegamento tra le vittime del serial killer e gli omicidi casuali sono l’incubo di ogni investigatore.

Sulla scena del crimine è sempre presente una telecamera posizionata su un treppiede e sull’obiettivo, puntato verso il cadavere, è inciso un numero ogni volta diverso. Nessuno riesce a comprenderne il significato e il caso anziché avviarsi alla soluzione sembra diventare sempre più complicato. E l’omicida è più vicino di quanto si pensi.

“La primavera si era davvero destata, fuori era ancora buio; ma si riuscivano comunque a intravedere le foglie verdi sugli alberi. Normalmente l’avrebbe affranto. La solitudine. Sembrava sempre rafforzarsi in quel periodo dell’anno. Strano, no? Non avrebbe dovuto essere il contrario? Che fossero i mesi privi di luce quelli più difficili? Ma no, a quanto pareva non era così.”

Mi è piaciuto

Lo stile di scrittura è come sempre semplice, avvincente ed efficace. Le descrizioni dei paesaggi veramente affascinanti. Avendo letto i romanzi precedenti ho trovato però un po’ ripetitivi i riferimenti alla storia personale di Mia.

Voto: 4/5


Titolo La stagione del fuoco

Autore Samuel Bjork

Paese Norvegia

Editore Longanesi, 2019

Numero pagine 391

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2 commenti

  • Flaminia

    L’ho letto nei giorni scorsi,l’ho trovato sempre coinvolgente e scritto in modo da tener il lettore incollato alle pagine fino alla fine,ma rispetto ai due romanzi precedenti mi è piaciuto un po’ meno…sarà la trama che non mi ha convinto fino in fondo..se gli altri romanzi di Bjork erano da 5/5 anch’io a questo più di 4/5 non darei

    • Emilia

      Sono contenta che anche tu condivida la mia impressione. Bjork è molto bravo ma forse dovrebbe trovare altri spunti, la storia di Mia sta diventando ripetitiva.

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