Narrativa italiana

Non sarò mai la brava moglie di nessuno di Nadia Busato

Il primo maggio 1947 una giovane e bella ragazza si getta dall’ottantaseiesimo piano dell’Empire State Building. Il suo corpo, disteso sul tetto accartocciato di un’auto, viene immortalato in una fotografia che sarà pubblicata da Life Magazine e che diventerà un’icona.

La vita della ragazza, Evelyn McHale, viene ricostruita e immaginata attraverso la sua voce e i racconti di persone più o meno direttamente legati a lei e al suo inspiegabile gesto.  Un interessante spaccato dell’America degli anni quaranta con tutte le sue contraddizioni e il ritratto di una ragazza solitaria, poco incline ai rapporti umani e soprattutto infelice.

“Facciamo tutti cose folli, crudeli, imperdonabili; le premeditiamo e le realizziamo di nascosto per preservare intatta la nostra integrità e innocenza.”

Mi è piaciuto

Interessante romanzo che non cerca di dare risposte al gesto estremo compiuto da Evelyn quanto piuttosto, sondando nel profondo i rapporti e le emozioni, di fornirne un ritratto il più possibile veritiero. Uno stile di scrittura ricco, a tratti ridondante; una lettura che deve essere centellinata e lasciata sedimentare.

Voto: 3/5


Titolo Non sarò mai la brava moglie di nessuno

Autore Nadia Busato

Paese Italia

Editore SEM, 2019

Numero pagine 252

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