Narrativa straniera

Tutto è possibile di Elisabeth Strout

Amgash, è un piccolo paese dell’Illinois, sperduto tra i campi di mais in cui la banalità della vita quotidiana di provincia nasconde, più o meno bene, disagi, frustrazioni, solitudini e abusi. Lucy Barton si è lasciata tutto alle spalle, si è trasferita a New York ed è diventata una famosa scrittrice. L’uscita di un suo memoir non lascia indifferenti i suoi concittadini che corrono a comprarne una copia nell’intento o con la paura di ritrovarcisi. 

Tra di loro c’è Patty diventata consulente scolastica in sovrappeso e derisa dagli alunni dopo aver trascorso un’infanzia disturbata; c’è Dottie che, essendosi lasciata alle spalle la povertà più assoluta, accudisce i clienti del suo bed and breakfast donando loro anche un conforto morale; c’è suo fratello Abel che, diventato un imprenditore di successo nel campo dei condizionatori, trova un amico proprio quando tutto sembra che stia per terminare. E poi c’è Pete, il fratello di Lucy che, dopo essersi rassegnato ad un’esistenza fatta di sopravvivenza, in occasione della visita della sorella famosa decide di dare una parvenza di normalità alla casa in cui vive e che ha trascurato per tanti anni, esattamente come ha fatto con se stesso e c’è Mary che, dopo essersi dedicata al marito infedele e alla crescita delle figlie, si è trasferita in Italia per vivere con l’uomo che ama e anche Tommy che ha visto un segno divino nell’incendio che ha distrutto la suo caseificio e stravolto la sua vita.

Era una questione di culture diverse, Dottie lo sapeva, pur avendo la sensazione che le ci fossero voluti molti anni per impararlo. Pensava che questa storia delle diverse culture si fosse andata perdendo negli ultimi tempi. E la cultura comprendeva anche la classe sociale, cosa di cui nessuno voleva parlare nel paese perché non era educato, ma Dottie era anche del parere chal gente tendesse a non parlare di classi sociali perché non capiva bene che cosa fossero. Ad esempio, che cosa avrebbero detto se avessero scoperto che lei e suo fratello da piccoli erano andati a raccogliere da mangiare nei cassonetti della spazzatura?… Che cosa avrebbe detto la gente? Che lei e suo fratello Abel erano l’incarnazione del sogno americano, mentre chi continuava a rovistare nella spazzatura se l’era voluto?”

Mi è piaciuto

Un bel romanzo come tutti quelli di questa autrice che apprezzo per lo stile della scrittura essenziale ma allo stesso tempo coinvolgente. I protagonisti dei nove capitoli che compongono questa biografia collettiva risultano reali, ognuno con le proprie cicatrici più o meno nascoste.

Voto: 4/5


Titolo Tutto è possibile

Autore Elisabeth Strout

Paese Stati Uniti d’America

Editore Einaudi, 2018

Numero pagine 205

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