Narrativa italiana

Ragazzo italiano di Gian Arturo Ferrari

Ninni non sa molto della guerra, ricorda solamente quando i viaggi da Zanegrate, il paese vicino a Milano in cui vive, a Querciarolo, il paese della nonna nella bassa emiliana in cui trascorre le vacanze, era molto più avventuroso: per attraversare il Po era necessario imbarcarsi su dei barconi. Adesso il ponte in ferro è stato ricostruito come sta avvenendo in tutta Italia per la maggior parte di quanto distrutto dai bombardamenti e raggiungere Querciano è molto più facile. Lì Ninni trova la grande famiglia dei fratelli della nonna e tanti amici con cui giocare nei campi e nel cortile dietro casa. A Zanegrate invece, per colpa della sua costituzione fragile, vive sotto il costante controllo della mamma, a scuola i compagni lo prendono in giro per la sua balbuzie e le cene a tavola con il papà, introverso e burbero, sono sempre silenziose.

La ricostruzione post guerra vede nelle grandi città la nascita di nuovi quartieri periferici e Ninni con la sua famiglia si trasferisce a vivere proprio in uno di quei nuovi palazzi che spuntano come funghi nella periferia di Milano. La città, all’inizio sconosciuta e misteriosa, grazie ai viaggi in tram che con i loro percorsi la trafiggono da parte a parte si mostra stupefacente ed operosa. La scuola di Milano è più moderna di quella di Zanegrate, gli insegnanti meno ottusi e Ninni può finalmente mettere a frutto le proprie capacità, tanto che l’uscita dalle medie con il massimo dei voti gli concede l’ingresso al liceo classico.

Lasciata definitivamente alle spalle la civiltà rurale l’Italia corre verso la modernità: nuove tecnologie, il proliferare della automobili, l’arrivo di nuovi elettrodomestici, primo fra tutti l’ingresso della televisione nelle case degli italiani, contribuiscono a trasformare il modo di vivere degli italiani. Piero, intanto, da ragazzino silenzioso e gracile si trasforma in un ragazzo atletico e sicuro di sé, pronto ad affrontare il mondo in trasformazione che lo circonda.

Adesso però i tempi erano cambiati e, fatto singolare, erano cambiati non solo per loro, ma per tutti. Tutti, assolutamente tutti, così come desideravano il maggior numero possibile di macchine domestiche, con altrettanta determinazione aspiravano alla superiore dignità che poteva essere loro conferita da un arredamento consono. Tutti, assolutamente tutti, volevano dimenticare al più presto le loro origini e le loro fatiche, volevano installarsi in quella nuova immagine di sé in cui l’arredamento era l’incarnazione visibile.”

Mi è piaciuto

Un bel romanzo che racconta l’Italia dal secondo dopoguerra agli albori del Sessantotto attraverso una scrittura limpida ed elegante. Un libro ben scritto consigliato agli “anta” che vogliono ricordare l’Italia com’era ma anche ai più giovani che desiderano conoscerla.

Voto: 4/5


Titolo Ragazzo italiano

Autore Gian Arturo Ferrari

Paese Italia

Editore Feltrinelli, 2020

Numero pagine 310

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