Narrativa italiana

Che dispiacere di Paolo Nori

Bernardo Barigazzi è uno scrittore bolognese che, quasi annoiato dal proprio lavoro, ha iniziato a fare anche il giornalista sportivo. Insieme a pochi sicuri collaboratori ha fondato un quotidiano sportivo che va in stampa unicamente i giorni successivi alle sconfitte della Juventus il cui titolo Che dispiacere è naturalmente ironico.

La redazione è quasi una setta segreta: tutti scrivono rigorosamente sotto pseudonimo: Barigazzi è Ivan Piri, e gli altri giornalisti sono Iris Parmi, Ines Perti, Ivan Geli, Ivan Taggi, Ivan Dali e Igor Miti. Ognuno di loro sa di dover custodire gelosamente il proprio anonimato perché se gli Ultras della Juventus scoprissero la  loro vera identità le loro vite sarebbero in pericolo. E Barigazzi che, da quando la moglie è morta investita da un’auto pirata, ha la responsabilità della figlia quindicenne non può permettersi nessun passo falso. 

Quando sulle tribune del campo da rugby della Rugby Reno viene ritrovato il corpo di un giovane ultrà tossicodipendente, molti indizi lo collegano a Barigazzi e il vice ispettore De  Crescenzo, pur essendo suo amico, non può non affiancare il commissario Belpoliti nelle indagini di lui. Barigazzi si ritrova quindi al centro dei sospetti della polizia proprio quando l’incontro casuale con Marta, la bella barista del Bar Bulgarelli, sembra avere buone possibilità di alleviare la dolorosa mancanza della moglie.

Lui che, quando glielo chiedevano, ne parlava sempre benissimo, pubblicamente, del suo mestiere, lo scrittore, dentro di sé, nelle sue viscere, se così si può dire, dopo vent’anni che lo faceva, cominciava un po’ a montargli su per una braga, il suo mestiere, fare lo scrittore. E gli era montato talmente tanto, su per una braga, che, da un anno e mezzo, aveva cominciato a fare il giornalista sportivo. Anche se non lo sapeva quasi nessuno. Scriveva sotto pseudonimo, si faceva chiamare Ivan Piri, e nessuno, o quasi nessuno, sapeva chi fosse.”

Mi è piaciuto

Un giallo che sconfina nella commedia umana, popolato da una sinfonia di personaggi ricchi di umorismo, pragmatismo e concretezza. Nel protagonista l’autore ha dato vita ad un suo alter ego divertente ironico e scanzonato e, attraverso una scrittura diretta, quasi parlata, è riuscito non solo a portarmi in una Bologna che, purtroppo non conosco, ma anche a farmela sentire mia.

Voto: 3/5


Titolo Che dispiacere

Autore Paolo Nori

Paese Italia

Editore Salani, 2020

Numero pagine 238

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