Narrativa straniera

Una bambina perduta di Torey L. Hayden

Solitamente sono i Servizi Sociali che allontanano i bambini dalle famiglie in situazioni di disagio, molestie o violenze. Per la prima volta Torey si trova a dover incontrare una bambina portata in una struttura protetta su espressa richiesta della famiglia che pare non voglia avere più niente a che fare con lei.

Jessie ha nove anni è una bambina carina, capelli rossi, occhi verdi e un sorriso che incanta. Ultima di quattro figlie Jessie è stata monitorata dai servizi sociali nei primi mesi di vita per malnutrizione probabilmente causata dalla forte depressione post partum della madre. In seguito la situazione era rientrata, tutto sembrava tornato alla normalità fino a quando, a sette anni, Jessie è stata segnalata per aver appiccato alcuni incendi e successivamente alcuni suoi feroci episodi distruttivi hanno portato la famiglia a richiederne l’allontanamento.

Cosa ha fatto diventare Jessie una bugiarda patologica in grado, attraverso un’abile dialettica, di manipolare le persone e le situazioni a proprio vantaggio? Torey deve sfruttare tutta l’esperienza acquisita in anni di lavoro con bambini disturbati per riuscire a convincere Jessie ad uscire dal castello di bugie che si è costruita e aprirsi con lei.

Quando Jessie accusa di molestie Joseph, l’irreprensibile direttore della struttura a cui è stata affidata, pur essendo difficile crederle è impossibile ignorare le sue accuse e la macchina della burocrazia si mette in moto avvisando la polizia e allontanando Joseph. Ma Jessie è stata davvero abusata?  Quello che racconta è vero o sono solo fantasie messe in moto dalla bambina per ripicca verso l’uomo? E se gli abusi sono esistiti veramente, è davvero Joseph il colpevole?

Jessie mentiva per mettere gli altri nei guai. Mentiva per ottenere quello che voleva. Mentiva per evitare quello che non voleva. Mentiva per sembrare più sveglia, più grande, più esperta. E per la maggior parte del tempo mentiva e basta. Al punto che era difficile capire perché lo facesse. Quelle che aveva indosso erano scarpe nuove? Le piacevano le banane? Fuori pioveva? Perché mentire su cose del genere? Ma Jessie lo faceva.”

Mi è piaciuto

I libri della Hayden sono a metà tra un romanzo ed un resoconto delle sedute di terapia che intrattiene con i propri piccoli pazienti. Le sue storie sono terribili e avvincenti contemporaneamente e l’autrice le mette nero su bianco riuscendo a trasmettere tutta l’empatia e la sensibilità che usa nel proprio lavoro di psicologa infantile.

Voto: 4/5


Titolo Una bambina perduta

Autore Torey L. Hayden

Paese Gran Bretagna

Editore Corbaccio, 2020

Numero pagine 323

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