Fatti e personaggi

Le variazioni del dolore di James Rhodes

All’età di sei anni James viene stuprato da un suo insegnante. Quel primo pomeriggio nello sgabuzzino della scuola segna l’inizio di un inferno: gli stupri si ripetono per anni mentre James, spezzato e indelebilmente segnato, sia nel fisico che nella psiche, mantiene un terrorizzato silenzio su quanto gli sta accadendo. Nemmeno quando, dopo cinque anni, si trasferisce in un’altra scuola James confessa a qualcuno gli abusi subiti, ma gli effetti si manifestano in un turbine autolesionistico. A offrirgli una boa di salvezza in un mare di autodistruzione è il suo primo incontro con un pianoforte e con la musica classica: qualcosa a cui aggrapparsi anche se a volte gli risulta impossibile applicarsi con dedizione.

Con il passare degli anni droga, alcool, depressione, tentativi di suicidio e ricoveri in ospedali psichiatrici si danno il cambio, mentre James diventa un giovane uomo disturbato. Stessa cosa succede con gli studi di pianoforte che nei momenti buoni riesce a seguire per poi abbandonare nei momenti bui. La sua vita è un susseguirsi di saliscendi: quando le cose vanno bene il suo senso di inadeguatezza gli fa credere di non meritarsi tanta fortuna e allora non gli resta che fare in modo che tutto si guasti inesorabilmente. Nei periodi di lucidità James comprende che la musica è la sua strada e poco alla volta, aiutato da chi gli vuole bene, riesce a curarsi e a diventare un virtuso pianista visionario. Un musicista capace di rendere la musica classica fruibile da tutti e di portare aria fresca in un ambiente ingessato e tradizionalista.

A maggior ragione è strano che io ricordi le oltre centomila note di un concerto al pianoforte. A maggior ragione è sbalorditivo che il pianoforte sia una delle poche cose che mi faccia sentire lucido e presente. Succede così da che ho memoria. Quando ero piccolo la dissociazione era l’unico modo che mi permetteva di gestire un minimo la situazione. Se non lo ricordi, il passato non può terrorizzarti.”

Mi è piaciuto

perché, attraverso l’indicazione di una colonna sonora e dal racconto della vita di grandi compositori che accompagnano ogni fascicolo, riesce a far avvicinare alla musica classica anche chi, come me, ne è praticamente digiuno. Ma anche perché con un linguaggio crudo e dolorosamente sincero riesce a raccontare le ferite indelebili che lasciano gli abusi sessuali nel fisico e nella psiche di una persona.

Voto: 4/5


Titolo Le variazioni del dolore

Autore James Rhodes

Paese Stati Uniti d’America

Editore Einaudi, 2020

Numero pagine 264

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