Gialli nordici

L’uomo che giocava con le bambole di Magnus Jonsson

In un appartamento non lontano dal centro di Stoccolma, viene ritrovata morta una giovane donna. Una macabra e inquietante scoperta, perché il corpo della vittima, ricoperto da una speciale lacca, è stato posizionato sul letto come una bambola.

Insospettiti dallo stile di vita della ragazza, poco consono a una studentessa universitaria, il commissario Rickard Stenlander e l’ispettore Erik Svensson della polizia svedese, scoprono che era iscritta a un portale erotico e coinvolta in una storia di sesso via webcam.

Un mondo sconosciuto e difficile da capire per i due investigatori. Ad aiutarli a penetrare nei segreti della rete, viene chiamata Linn Stahl, esperta in crittografia informatica che riesce a reperire, non sempre con metodi legali, informazioni importantissime per l’indagine.

Mentre Linn, che in passato è stata attivista dell’AFA un’organizzazione antifascista, scopre che molti indizi portano alle attività illegali di un gruppo neonazista, l’assassino continua imperterrito nella sua scia di morte e si avvicina pericolosamente anche a lei.

“Non c’era tutto il tempo del mondo, ma non era neanche il caso di scomporsi. La morte non ha fretta. Presto o tardi si porta sempre via la sua preda.”

Mi è piaciuto

Ritmo veloce, personaggi complessi e mai banali, descrizioni intense di Stoccolma e dei suoi quartieri.

Voto: 4/5


Titolo L’uomo che giocava con le bambole

Autore Magnus Jonsson

Paese Svezia

Editore PIEMME, 2021

Numero pagine 412

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