Narrativa italiana

Io sono il castigo di Giancarlo De Cataldo

Manrico Spinori, magistrato romano, pur senza volerlo tradisce le sue nobili origini; affascinante e colto riscuote un discreto successo con le donne, ama il suo lavoro e grazie al suo carattere riflessivo è molto bravo nel risolvere i casi più difficili.

Quando un famoso cantante degli anni sessanta muore in un incidente d’auto che si rivela essere stato causato dal sabotaggio dei tubi dei freni, visto il clamore suscitato nell’opinione pubblica, il caso viene affidato proprio a lui.

Scavare nella vita della vittima, in arte Ciuffo d’oro, porta alla luce non solo il ritratto di un uomo che faceva uso di droghe ed era attratto da donne con la metà dei suoi anni, ma rivela anche lo squallore di un matrimonio basato sull’infedeltà, rapporti poco edificanti con i figli e il degrado di un ambiente in cui per raggiungere la notorietà si scende a qualsiasi compromesso.

Ma la vita, come l’opera lirica, non ha segreti per Manrico Spinori che saprà identificare il colpevole e il movente che l’ha spinto a commettere l’omicidio.

“La colpa, semmai, è quella di scambiare la vendetta per giustizia. So che possono apparire due concetti molto simili, in realtà c’è una grande differenza fra una e l’altra.”

Mi è piaciuto

perché è un giallo in cui un caso all’apparenza semplice si complica capitolo dopo capitolo e il protagonista è un insolito magistrato riflessivo che ama l’opera lirica. E la musica fa da sottofondo a tutto il romanzo.

Voto: 3/5


Titolo Io sono il castigo

Autore Giancarlo De Cataldo

Paese Italia

Editore Einaudi, 2020

Numero pagine 229

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