Narrativa straniera

Il giro di chiave di Ruth Ware

Una giovane babysitter rinchiusa nel carcere di Charnworth perchè accusata dell’uccisione di una bambina, per cui si proclama innocente, scrive ad un famoso avvocato chiedendogli di rappresentarla. La donna lamenta di non essere stata ben assistita dal suo precedente avvocato che non le ha mai permesso di raccontare i fatti dall’inizio. Ed è proprio quello che intende fare ora, attraverso la corrispondenza con il prestigioso legale: raccontare passo passo quanto accaduto.

Sfogliando il giornale le era capitato sott’occhio l’annuncio con cui la famiglia Elincourt cercava una babysitter a tempo pieno: sarebbe stato necessario lasciare Londra ma in fin dei conti lei non aveva nulla che la trattenesse in città. Sin dal primo colloquio la splendida villa immersa nella rigogliosa natura delle Highlands scozzesi l’aveva lasciata senza fiato sia per la maestosità dell’edificio sia per il complicato sistema interattivo che ne gestiva l’organizzazione e la sorveglianza. L’accudimento delle tre bambine degli Elincourt rispettivamente di diciotto mesi, cinque anni e sette anni era sicuramente impegnativo ma, grazie all’esperienza accumulata negli anni precedenti, non impossibile per lei. La cospicua retribuzione, poi, aveva contribuito a farle dimenticare le storie riguardanti fantasmi che infestavano l’abitazione e fatto sì che accettasse il lavoro senza riserve.

Presto però aveva scoperto che gli Elincourt non erano stati del tutto sinceri con lei: le bambine non erano esattamente come le erano state descritte e l’essere continuamente soggetta a videosorveglianza si era rivelato a dir poco inquietante. D’altronde nemmeno lei era stata del tutto sincera durante il colloquio, nascondendo la vera motivazione che l’aveva portata in quella famiglia. Ma era necessario sapere tutta la storia per capire qual era l’indicibile segreto che l’aveva portata a finire prigione, accusata di un terribile omicidio.

Guardandomi indietro avrei voglia di dare una bella scrollata a quella giovane presuntuosa lì nel suo appartamento di Londra, convinta di sapere tutto e di aver visto tutto. Vorrei prenderla a schiaffi e dirle che invece non sa un bel niente. Perchè mi sbagliavo, Mr Wrexham. Mi sbagliavo di grosso.”

Mi è piaciuto

perché la costruzione del romanzo è coinvolgente, la narrazione sviluppa una suspense sempre crescente e il finale giunge, in parte, inaspettato. Purtroppo l’impari confronto con Loro di Roberto Cotroneo, con cui ho trovato tante similitudini, ha condizionato il mio giudizio.

Voto: 3/5


Titolo Il giro di chiave

Autore Ruth Ware

Paese Gran Bretagna

Editore Corbaccio, 2021

Numero pagine 342

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