Gialli nordici

I figli della polvere di Arnaldur Indridason

Palmi assiste impotente al suicidio del fratello maggiore: di Daniel non ha altri ricordi se non quelli legati alla sua malattia. Del bambino sano e allegro che ha preceduto la sua nascita non era rimasto ormai più nulla quando Palmi aveva raggiunto l’età della ragione. Il Daniel che lui ha conosciuto era schizofrenico, dipendente dagli stupefacenti. Negli ultimi anni era diventato talmente violento e aggressivo da rendere necessario il lungo ricovero nell’ospedale psichiatrico dalla cui finestra si è lanciato nel vuoto davanti ai suoi occhi. Palmi ora però non può fare a meno di chiedersi cosa sia stato a scatenare nel fratello il disturbo psichiatrico e, soprattutto, chi era Daniel oltre e indipendentemente dalla sua malattia.

Indagando sulla morte di un anziano insegnante carbonizzato nell’incendio doloso della sua abitazione, l’ispettore Erlendur scopre nel passato dell’uomo elementi ambigui. Quando emerge che Daniel era stato un suo alunno diventa impossibile non collegare le due morti, avvenute quasi contemporaneamente. Le investigazioni portano in evidenza la cruda realtà del sistema scolastico islandese degli anni sessanta, in cui i bambini meno dotati o provenienti da famiglie disagiate venivano confinati nelle “classi degli asini” e, praticamente abbandonati a loro stessi, diventavano facile preda di approfittatori senza scrupoli. Era successo anche a Daniel e ai suoi compagni di classe? L’ispettore Erlendur e lo stesso Palmi, adoperandosi per arrivare alla verità, portano alla luce un passato inimmaginabile e una realtà sconvolgente.

Come ti sentiresti, a passare le giornate a trangugiare pillole che ti rimbecilliscono, fino a ridurti a una specie di pesce rosso che gira eternamente in tondo in una boccia d’acqua senza ossigeno, finché la forza vitale non viene meno e ti ritrovi a galleggiare in superficie, morto? Preferirei farmi segare le gambe ogni santo giorno, piuttosto che continuare a sopportare quello che ho sopportato. Tu dici che avrei avuto una vita normale. Hai una vaga idea di quanto l’ho desiderata, una vita normale? Hai una vaga idea di cosa darei per vivere un solo giorno da persona sana di mente?”

Mi è piaciuto

perché la storia si snoda in modo avvincente e la suspense non subisce mai cali. Indridason  riesce sempre a dare ai suoi protagonisti uno spessore emotivo assolutamente credibile e i suoi noir sollevano dubbi morali a cui è impossibile rimanere indifferenti.

Voto: 4/5


Titolo I figli della polvere

Autore Arnaldur Indridason

Paese Islanda

Editore Guanda, 2021

Numero pagine 330

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